Il tartufo è il frutto di un fungo Ascomycota sotterraneo. La maggior parte dei tartufi appartiene al genere Tuber, ma sono presenti anche altri generi di funghi appartenenti a questa categoria fra i quali ricordiamo Geopora, Peziza, Choiromyces, Leucangium e oltre un centinaio di altri. I tartufi appartengono alla classe Pezizomycetes e, a parte alcune eccezioni, all’ordine Pezizales. I tartufi sono funghi micorrizici, e crescono pertanto vicini alle radici degli alberi. La dispersione delle spore dei tartufi avviene grazie ai micofagi, animali che si nutrono di funghi. Sotto la denominazione di tartufo vengono ricomprese comunemente anche le terfezie, genere della famiglia Terfeziaceae, detti anche tartufi del deserto. Sono endemici di aree desertiche e semi-desertiche dei paesi che si affacciano sul Mediterraneo, dove sono molto apprezzati.
I tartufi sono piuttosto rari, poichè la loro crescita dipende sia da fattori stagionali che ambientali. In alcune annate di particolare scarsità arrivano anche a costare cifre molto alte.
L’Italia è il primo produttore ed esportatore al mondo del tuber magnatum bianco pregiato, qualità di tartufo assai ricercato e costoso. Nella Marsica vi sono varie versioni, si passa dall’umile scorzone, al nero pregiato, passando per il ricercatissimo bianco – che si alternano a seconda delle stagioni, gli aromi e i sapori inconfondibili di questo prezioso prodotto della terra fanno parte di una cultura gastronomica locale che si tramanda attraverso le generazioni.
AREA E STORIA DI PRODUZIONE
Le montagne della Marsica rappresentano un ambiente ideale per la crescita del misterioso “fungo” ipogeo, che in questi luoghi è da sempre oggetto di raccolta spontanea e da poco, anche di “coltivazione” con tartufaie gestite dai piccoli raccoglitori locali.
I tartufi della Marsica sono molto richiesti, ma poco valorizzati, e spesso sono presi per compensare le “carenze” di altri luoghi di produzione italici, sulla carta più rinomati. Questo è vero in quanto la stessa zona è sottostimata e va maggiormente fatta pesare dai responsabili dei vari settori, soprattutto culinario vista l’alta gamma dei numerosi prodotti presenti nella Marsica.
I tartufi della Marsica
Nel caso specifico per meglio far conoscere e apprezzare i tartufi marsicani esiste un’associazione, quella dei Tartufai della Marsica, che riunisce i principali produttori locali e che cerca di diffondere il buon nome di un prodotto locale di alta qualità, che però è ancora poco valorizzato.
PRODUZIONE
La coltivazione del tartufo o tartuficoltura è in una fase di studio sperimentale in Italia ed in Francia. Per creare un terreno adatto alla produzione intensiva del tartufo, o tartufaia coltivata, serve scegliere un terreno calcareo e povero di humus, scegliere una varietà di tartufo ed impiantare essenze arboree ed arbustive tartufigene (quercia, nocciolo, salice, leccio e pioppo).
Le pianticelle sono preventivamente micorizzate ovvero le radici sono già in simbiosi con le ife fungine prescelte . I risultati della tartuficoltura sono stati deludenti con le specie più pregiate tipo la Tuber magnatum, mentre con le altre, la produzione ottimi livelli di qualità e quantità. Data la forte domanda non ci sono stati ancora forti impatti sui prezzi.