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MIELE DELLA MARSICA

DESCRIZIONE

La produzione del miele nella Marsica è da sempre praticata, in quanto questo prodotto è uno dei caposaldi della zona. La Marsica vanta millenni di storia nella produzione del miele.

 

Ma in generale cos’è il miele?

Immagine eli Miele

Il miele è il prodotto della trasformazione, effettuata dalle api, delle secrezioni dei fiori (nettare) e delle escrezioni di alcuni insetti (melata); successivamente il prodotto ottenuto viene immagazzinato nelle cellette dei favi (alveari) o delle arnie e questo a seconda che le api siano libere di muoversi o in presenti in apicoltura.

Da cosa dipende la qualità del miele?

Immagine di Miele

La qualità del miele che si ottiene dipende, oltre che dal lavoro delle api, anche dalle condizioni ambientali (clima, flora ecc.), e dall’intervento dell’uomo. In questo secondo caso l’uomo per favorire la produzione deve eseguire diverse procedure.

Ciò è dovuto al fatto che la produzione di miele da api, che si nutrono naturalmente non è sempre uguale, ma al contrario spesse volte la produzione risulta molto irregolare da un anno all’altro. Capita spesso che molti apicoltori nutrono le api con acqua zuccherata, installando appositi dispenser, che funzionano come una sorta di mangiatoia. Ciò se da un lato migliora la resa globale dell’arnia (la casa artificiale costruita per le api in sostituzione dell’alveare naturale), dall’altro ne penalizza profumo e sapore.

Inoltre l’uomo intervenendo con le sue modalità spesso tende ad interferire con le caratteristiche organolettiche e gustative dell’alimento. Ciò purtroppo avviene in vari modi come con la manipolazione della flora circostante le arnie, con la scelta del periodo di raccolta, con il metodo di raccolta (colatura, centrifugazione ecc.), con l’eventuale pastorizzazione dell’alimento, con le condizioni di lavorazione ecc.

Insomma qualsiasi intervento che l’uomo fa per migliorare la produzione del miele dalle api deve sempre essere accorto e teso a non cambiare troppo il processo naturale, ma al contrario cercando in ogni modo di favorirlo così da avere un buon prodotto finale.

 

Le api da miele

Un ape da miele

La storia delle api è molto remota, poichè gli scienziati credono che queste siano comparse sulla Terr 80 milioni di anni fa. L’uomo è da sempre molto interessato alla vita di questi insetti, in quanto studiandoli e osservandoli si è potuto registrare che le api accettavano di vivere in contenitori (che oggi sono chiamate arnie), che offrivano loro riparo. Le specie e le razze di api sono molte e diffuse in tutto il mondo.

Gli Apidi, a cui è collegata l’apicoltura, comprendono quattro specie che appartegono al genere Apis, fra cui domina l’Apis mellifera, e cioè l’ape domestica, a cui appartengono numerose razze, che sono suddivise in tre raggruppamenti geografici: 1 gruppo mediterraneo-iraniano, tra cui i evidenzia l’Apis mellifera ligustica, 2 gruppo mediterraneo occidentale, 3 gruppo africano.

In Italia oltre all’ape mellifera gli scienziati hanno trovato con una certa diffusione anche l’ape tedesca, l’ape siciliana e l’ape carniolica.

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AREA E STORIA DI PRODUZIONE

Monte Velino. (Immagine personale)

La Marsica è una sotto-regione interna dell’Abruzzo che vanta una lunga storia di produzione del miele, con una zona pienamente adatta a questo prodotto vantando un enorme spazio del suo territorio occupato da Riserve e Parchi Naturali, pensiamo solo alla catena del Velino-Sirente totalmente immersa in area parco. In questo ambiente così perfetto gli apicoltori spostano gli apiari da un’area protetta ad un’altra, avendo in pratica l’imbarazzo della scelta.

Parco del Velino – Sirente. (Immagine personale)

Ma a rendere questo territorio adattissimo per le varietà dei mieli prodotti è soprattutto la biodiversità della flora presente e le attività agricole a basso impatto ambientale.

 

Monti della Valle del Giovenco, area della Marsica a grande produzione di Miele. (Immagine personale)

La produzione d’altra parte di questi mieli avviene soprattutto in montagna a partire da 850 m su prati aridi e terreni calcarei fino a circa 1300 m di altezza e la Marsica essendo un grande territorio montuoso è perfetto, quindi perfetta sarà la produzione e la qualità finale del prodotto.

 

Ortona dei Marsi. (Immagine personale)

Celano. (Immagine personale)

 

Tra le zone della Marsica ad alta produzione di Miele ricordiamo i comuni di Ortona dei Marsi e Celano che hanno un’alta concentrazione di piccole e medie aziende che lavorano il Miele da decenni.

LA PRODUZIONE

“Casette per le api” presso Ortona dei Marsi.

(Immagine da https://www.terremarsicane.it/ortona-dei-marsi-entra-a-far-parte-delle-citta-del-miele/)

 

La produzione del miele prevede che durante il periodo della fioritura, sopra i nidi delle api siano collocati i melari, che occorrono per immagazzinare il miele. Successivamente una volta riempiti, i melari vengono prelevati con il metodo dell’apiscampo.

Le arnie delle api. (Immagini da interne

In pratica si tratta di un attrezzo che da modo alle api di passare in una sola direzione e che viene inserito tra il melario e il nido. Durante la notte, le api che si trovano sul melario scendono verso il nido. La mattina successiva i melari sono presi e portati nel laboratorio di smielatura.

 

I Mielari portati in laboratorio.

 

 

Dopo aver portato i melari nella sala di smielatura, vengono lasciati li per qualche giorno in una stanza con un deumidificatore di modo da giungere al giusto livello di umidità.

Quando si è poi raggiunta la situazione giusta si passa alla smielatura. I telaini sono estratti dai mielari e posati su un tavolo fatto apposta per la smielatura. Una volta pronti si dividono i telai dove vi sono i mieli di tipologia diversa e si procede a smielare il miele iniziando dal più delicato e via via si passa a quelli dal sapore più forte come il Miele Millefiori.

Successivamente con una forchetta speciale si comincia a effettuare la disopercolatura, che rappresenta la prima fase della smielatura.

Fase della disorpecolatura. (Immagine da https://ilmieledileo.com/2014/06/05/smielatura/)

 

La disopercolatura consiste nel togliere manualmente la patina di cera che sigilla il miele. A questo punto la cera scivola in vano convesso presente nel tavolo da lavoro. La cera scivolata viene poi raccolta e recuperata in seguito. Alla fine di questa prima fase abbiamo gli opercoli dei telaini che sono liberi.

 

 

Smielatore. (Immagine da internet)

 

Inserimento dei telaini nello Smielatore.

(Immagine da https://ilmieledileo.com/2014/06/05/smielatura/)

 

Quindi i telaini che contengono il miele vengono inseriti nello smielatore che, tramite la forza centrifuga, estrae il miele. In pratica lo smielatore fa girare i telaini attraverso la forza centrifuga e il miele fuoriesce dalle celle che cola prima sulle pareti e poi verso il fondo della macchina che passo passo si riempie.

 

Miele che fuoriesce dal rubinetto riversandosi in un secchio. (Immagine da internet)

A questo punto da un rubinetto presente sul fondo si fa uscire il miele riversandolo in un secchio. Il miele ottenuto lo si riversa poi nel maturatore. Svuotando il miele dal secchio, questo viene filtrato tramite un filtro a sacco. Il filtro si rende necessario per filtrare la cera residua.

Successivamente il succo ottenuto rimane nei maturatori per circa 15 giorni, di modo da permettere alle bollicine d’aria inglobate nel processo di centrifuga di venire in superficie per decantazione sottoforma di schiuma (microcera residua), che viene quindi raccolta e scartata. Invece il miele rimasto sul fondo è quello puro e limpido per consumo umano.

 

Vasetti di miele. (Immagine da internet)

 

A questo punto il miele ottenuto viene inserito in vasetti ed è pronto per il consumo. Tutto il processo di lavorazione avviene a freddo, cercando di manipolare il meno possibile il miele. Questo consente di conservare perfettamente tutte le proprietà naturali, sia fisiche che organolettiche.

 

 

I VARI TIPI DI MIELE

 

DERIVATI DAL MIELE DELLA MARSICA

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